Foraging per il sistema immunitario: 3 piante selvatiche che aiutano le nostre difese

“Noi siamo quello che mangiamo” dice la celebre citazione del filosofo tedesco Feuerbach della prima metà del 1800. E oggi alla luce degli studi di medicina più attendibili possiamo dire che aveva ragione: è da ciò che mangiamo che si costruisce la salute del corpo e della mente.

Ma oggigiorno non è facile alimentarsi in modo sano. Purtroppo la società, il commercio, l’inquinamento, le abitudini malsane della vita frenetica, il consumismo e moltissimi altri fattori, spingono ad assumere cibo di scarsa qualità, artefatto, contaminato o proveniente da Paesi lontani.

Alimentazione non è la stessa cosa di nutrizione, infatti quest’ultima vuol dire il processo di apportare al proprio organismo tutte le sostanze necessarie alla vita, allo sviluppo e al mantenimento delle diverse funzioni. E quindi cioè a favorire lo stato di benessere e salute.

Da questa affermazione arriviamo alla considerazione che una scorretta alimentazione prolungata e malsana può portare a carenza dei principi nutritivi e all’indebolimento del nostro organismo con il rischio di prendere l’influenza e malattie in generale.

Perciò è molto importante avere un’alimentazione sana e mantenere alte le difese immunitarie. Il sistema immunitario è una complessa struttura di componenti e processi biologici, con diverse funzioni tra le quali quella di difendere l’organismo da qualsiasi agente patogeno e infettivo.

Ogni anno per rafforzare il sistema immunitario siamo chiamati a una regolare assunzione di integratori di vitamine. In realtà molti alimenti genuini e sostanze in essi contengono immunostimolanti naturali.

Come possiamo dare sostegno al nostro sistema immunitario?

Foraging di piante selvatiche

Foraging significa foraggiare, ovvero: in etologia si dice del comportamento di quegli animali che vanno in continua ricerca di cibo per sé e per la propria prole. Per l’uomo si intende la pratica di raccogliere il cibo selvatico, che cresce spontaneo in ambiente naturale come: piante, foglie, radici, bacche, frutti, fiori, ecc..

Ecco 3 piante selvatiche utili a rafforzare il sistema immunitario

Topinambur

Il topinambur è chiamato anche rapa tedesca, carciofo di Gerusalemme o girasole del Canada (nome scientifico Helianthus tuberosus)

Ha un comportamento noto come eliotropismo, in riferimento alla tendenza di alcune piante del genere Helianthus ad orientare le foglie o i fiori nella direzione del sole. Il topinambur è una pianta che ha origine nel Nord America e Canada, in Italia è presente ovunque a esclusione della Sardegna ed è praticamente invasiva, preferisce terreni umidi e si può trovare dal livello del mare alla collina fino a 800 m di quota.

Fiori di topinambur

Si raccolgono i tuberi dopo la fioritura (autunno-inverno), scavando semplicemente a mano circa 15 cm e lasciando quelli più piccoli per permettere la crescita nell’anno successivo. Eliminata la buccia esterna, i tuberi sono buoni mangiati crudi, ma anche cotti in padella, al forno, al vapore o fritti.

Il tubero del topinambur è ricco di sali minerali e in particolare di potassio, magnesio, calcio, fosforo, ferro, selenio e zinco. Questo fa del topinambur un ottimo alimento per combattere la stanchezza in periodi particolarmente stressanti e impegnativi.

È possibile coltivare il topinambur anche nell’orto di casa, si adatta bene in terreni soleggiati. La coltivazione è semplice e non richiede particolari accortezze.

Aglio

La specie selvatica dell’aglio comune è l’aglio orsino (nome scientifico Allium ursinum). Tutti gli Allium selvatici sono commestibili e si mangiano steli, foglie e bulbi, anche crudo in insalata o in minestre o utilizzati per insaporire le pietanze.

E’ una pianta dalle foglie carnose, di colore verde acceso, che odorano intensamente di aglio, i fiori sono bianchi a forma di stella. Si trova nei boschi umidi, nelle zone lungo i fiumi e nei bordi di stradine. Fiorisce tra aprile e giugno, ma nelle zone più calde è possibile già a marzo. I bulbi si raccolgono in estate e si conservano essiccandoli come l’aglio coltivato.

Pianta di aglio orsino

L’aglio orsino ha molte qualità officinali naturali, contiene vitamina A, B1, B2, C, PP e diversi elementi: potassio, magnesio, calcio, ferro, manganese, selenio. Gli Allium sono ricchi di un antibiotico naturale di nome Allicina e tra le qualità hanno quelle di abbassare il tasso del colesterolo, svolgere funzioni anti-micotiche e purificanti per il sangue. Un utilizzo inoltre è per disinfettare ferite.

Rosa canina

E’ una delle piante arrivate in Europa dopo la scoperta del continente americano. In antichità era cara alle tribù native e considerata simbolo di vita e di protezione dagli spiriti maligni.

La rosa canina si usa da secoli anche come cibo, ma la diffusione commerciale in alcuni Paesi è iniziata durante la seconda guerra mondiale, come in Gran Bretagna, che oggi produce sciroppo di rosa canina a scala nazionale.

La rosa canina viene chiamata anche rosa di macchia e rosa selvatica, essa è diffusa nei boschi e pascoli ed è comune anche come pianta coltivata, in terreni incolti e ai bordi delle strade. E’ un arbusto spinoso e resistente, che tende a crescere fino a 2–3 metri, necessita di mezz’ombra e di spazio.

I fiori della rosa canina sono grandi, a cinque petali, di colore dal bianco al rosa. Si trovano nei mesi estivi, si possono raccogliere i petali e si usano in molte maniere: in insalate, nei dolci, per aromatizzare cibi e bevande.

Bacche di rosa canina

Le bacche di rosa canina sono di grande interesse nel mondo del cibo selvatico. Il periodo in cui spuntano è tra fine agosto e novembre. Gli utilizzi delle bacche in gastronomia sono molteplici: marmellata, sciroppo, infuso e anche crude sono commestibili, in questo caso il momento migliore per raccoglierle è l’inverno, in genere sono mature dopo il primo freddo. Secondo l’uso che se ne vuole fare, si consiglia di eliminare prima i semi interni che con la loro peluria possono irritare gli organi digerenti, oltre a recare fastidio nella masticazione.

Le bacche di rosa canina sono una fonte considerevole di vitamina C e ne contengono venti volte più delle arance. La vitamina C ha proprietà antiossidanti, innalza le barriere del sistema immunitario e aiuta l’organismo a prevenire il rischio di malattie.

Il foraging è un’attività che va praticata con le dovute cautele. Se non si ha una reale esperienza e sicurezza si rischia di raccogliere piante tossiche e velenose.

Foraging durante un corso di sopravvivenza

Guida Sopravvivenza e Guida Ambientale Escursionistica

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