Sopravvivenza a confronto: Survival, Prepping e Bushcraft

Perchè fare sopravvivenza?

Ogni survivalista ha delle motivazioni consapevoli e inconsce che lo spingono a praticare la sopravvivenza. Dipende innanzitutto da noi stessi, dalla nostra natura e storia di vita, dalle nostre possibilità, dall’interesse verso determinati argomenti, dalla curiosità o dalla voglia di “mettersi alla prova”. C’è da considerare anche una componente subordinata alla cultura storico-politica del Paese dove si nasce. Ciò che accomuna i survivalisti è la ricerca di strategie per raggiungere l’autosufficienza, prepararsi a livello psico-fisico per affrontare meglio il disagio e acquisire tecniche necessarie a preservare la propria vita. Tra le consuete caratteristiche dei survivalisti sono note: predisposizione all’adattamento, resilienza, manualità e praticità, cultura ed intelligenza, spirito di iniziativa.

Survival, Prepping e Bushcraft a confronto…chi ha ragione?

Prima di rispondere facciamo un’analisi…

Chi sono i Survivalisti?

Il Survival negli Stati Uniti nasce come derivazione militare e boot camp, mentre in Europa ha una connotazione più ambientale e sportiva. E’ una disciplina contenitrice di attività outdoor e temi tecnico-scientifici come: orientamento, cartografia, nodologia, metereologia, botanica, zoologia, geologia, archeologia sperimentale, ecologia umana, alimurgia, sicurezza, primo soccorso, psicologia. Il Survival quindi ha un’ampia applicazione, è molto esperienziale e si svolge a contatto stretto con la natura.

Virtù e limiti del Survival

Per il survivalista il vantaggio di avere diverse competenze permette di sostituire il proprio sapere con l’attrezzatura da portare. Essere forniti di competenze tecniche e nozionistiche più che di materiali consente di ridurre il proprio equipaggiamento come peso e di non esserne vincolati. Infatti il survivalista fa affidamento a un tipo di zaino (detto B.O.B., bug-out bag) dove si concentra l’attrezzatura necessaria per affrontare le prime 72 h dell’evento.

Chi sono i Preppers?

I preparatori alle catastrofi imminenti o eventuali

Il Prepping è un movimento di persone che si organizzano e si preparano per affrontare eventi apocalittici come: disastri climatici-ambientali, guerre, contaminazioni nucleari o batteriologiche, crolli delle società ed esaurimento delle fonti energetiche, collassi economici e complotti politici, epidemie e pandemie.

Virtù e limiti del Prepping

Per i preparatori gli obiettivi fondamentali sono: conquistare in anticipo le condizioni di sostegno per vivere l’emergenza in maniera più agiata, per loro e i propri cari. Al contrario di quanto si possa pensare, i preppers spesso sono delle madri di famiglia.

Bushcraft! …cioè?

Il termine Bushcraft si è originato nel 1800 in Europa centrale e del nord, dalla parola olandese bos che significa foresta. Letteralmente bush = cespuglio inteso come zona boschiva selvaggia e craft = mestiere inteso come abilità e creatività. In Italia si sta diffondendo in questo ultimo decennio.

Virtù e limiti del Bushcraft

La filosofia di vita Bushcraft rispecchia in qualche modo il metodo downshifting (vivere in semplicità) contemplato in sopravvivenza come strategia di ripresa dopo eventi catastrofici o collassi economici.

Non è la specie più forte a sopravvivere, né la più intelligente, ma quella più pronta al cambiamento
(Charles Darwin)

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